Made in Italy Agro Alimentare

Made in Italy agroalimentare: Analisi dei Prodotti DOP e IGV

Made in Italy agroalimentare: bene l’origine della materia prima in etichetta, ma occorre soprattutto difendere la produzione agricola nazionale

20 aprile 2017 – “Urgente fermare la sottrazione di suolo alle coltivazioni. Bisogna migliorare la produttività, la qualità e l’eco-compatibilità del prodotto primario italiano, per conservare al Made in Italy alimentare la tradizionale simbiosi con la nostra agricoltura che ne rappresenta l’eccellenza”.

Queste le dichiarazioni di Mario Pusceddu, presidente di ISVRA.

Made in Italy agroalimentare: obbligo di dichiarare in etichetta l’origine del latte

Made in Italy Agroalimentare
Made in Italy Agroalimentare

E’ stato salutato con unanime favore il recente obbligo di dichiarare in etichetta l’origine del latte venduto tal quale o impiegato nella produzione lattiero-casearia. E’ prevedibile che la stessa regola, già vigente per l’olio d’oliva, sarà estesa ad altri settori dell’agroalimentare.

Ma, come emerge da un’analisi di ISVRA (Istituto Italiano per lo Sviluppo Rurale e l’Agriturismo),  di prodotto agricolo italiano ce n’è sempre meno e l’industria alimentare fa sempre più ricorso all’importazione dall’estero .

Analisi dei prodotti certificati DOP e IGV

ISVRA ha esaminato, prima di tutto, i prodotti certificati DOP e IGP, la gran parte dei quali, deve essere realizzata con materia prima agricola di provenienza nazionale. Nell’intervallo temporale considerato (2010-2015), la produzione alimentare certificata “tutta italiana” è cresciuta del 20% mentre l’esportazione ha segnato un +54%. I prodotti DOP e IGP disponibili per il mercato italiano sono aumentati solo del 10%. In prospettiva, se la produzione agricola nazionale continuerà a crescere molto meno dell’export, gli italiani dovranno mangiare sempre più “estero”, e pagare sempre più caro il prodotto “tutto italiano”.

Analisi della produzione Agricola tra il 2010 e il 2015

Made in Italy Agroalimentare Prodotti DOP IGV
Made in Italy Agroalimentare Prodotti DOP IGV

ISVRA ha poi considerato l’intero comparto agricolo italiano. Fra il 2010 e il 2015, la superficie coltivata, per effetto di una urbanizzazione disordinata e invasiva, si è ridotta dell’8% mentre la produzione, grazie all’incremento delle rese, ha segnato una flessione più contenuta (-4%). Le carni nazionali macellate (bovine, bufaline, ovicaprine  e suine) sono diminuite del 17%. La produzione di latte è invece cresciuta del 4%, ma soddisfa solo il 65% del fabbisogno.

Questo andamento della produzione primaria – osserva ISVRA – garantisce una teorica autosufficienza alimentare nazionale di circa l’80%, destinata tuttavia, nei fatti, a ridursi ulteriormente per soddisfare la crescente esportazione di prodotti agricoli (+18%) e dell’industria alimentare (+36%). Tant’è che la nostra importazione è cresciuta, per i prodotti agricoli del 23%, e per i prodotti dell’industria alimentare del 15%.

Come conservare il Made in Italy Agroalimentare

Per conservare al Made in Italy alimentare la sua autenticità, legata alla tradizionale origine del prodotto agricolo italiano  è urgente arrestare la sottrazione di suolo alle coltivazioni.

C’è poi da migliorare la produttività, la qualità e l’ecocompatibilità dei nostri prodotti agricoli perché siano più idonei alle nuove esigenze dell’industria di trasformazione, e riducano l’impiego di acqua, concimi chimici di sintesi e antiparassitari. Già oggi il Made in Italy alimentare è sostenuto dal ricorso ad importazioni di prodotti agricoli dall’estero; se la produzione primaria continuerà a diminuire, sarà sempre più fenomeno industriale slegato da quella simbiosi con l’agricoltura nazionale che ne ha storicamente rappresentato il tratto distintivo e vincente”.

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